ATTANASIO, UN AMBASCIATORE DI STRADA

-Presidente, sono l’ambasciatore Attanasio da Kinshasa…- talvolta era lui a chiamarmi, per dirmi che aveva incontrata una suorina “nostra” (voleva dire italiana), in qualche parte dell’immenso Paese che aveva bisogno di qualcosa….. Un appassionato rappresentante dell’Italia “migliore”, mano nella mano a Zakia, la bella e giovane moglie, volontaria in uno dei progetti di GSI Italia a Kinshasa. Altre volte erano religiosi congolesi o missionari italiani che mi hanno telefonato dicendomi – mi ha dato il suo numero l’ambasciatore Attanasio, la chiamo perché…-

E’ stato questo il rapporto intrattenuto in questi anni con Luca Attanasio, un ragazzo dai modi gentili e dalla faccia aperta. Il migliore degli ambasciatori possibili in un Paese “impossibile” dell’Africa, la Repubblica Democratica del Congo.

Ci siamo visti a Kinshasa poco più di un anno fa in una delle mie missioni in Congo, invitato a cena  con sua  moglie e con rappresentanti dell’ ambasciata italiana in Congo. Una serata piacevolissima come era piacevolissima l’amabilità di Luca e della moglie, amici di GSI Italia, e che sarà difficile dimenticare.

Ieri mattina a distanza di neppure due ore dall’evento ho ricevuto le immagini di Luca ferito, forse già morto, sopra un cabinato scoperto, le scarpe sciolte e il volto esanime. Immagini per fortuna non passate sugli schermi della televisione italiana ma che hanno suscitato molta emozione nel mondo della cooperazione e tra coloro che gli sono stati amici e che gli hanno voluto, anzi, … che gli vogliono bene.

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