PASQUA ?

Il mondo si è fermato al Venerdì Santo, quello della commemorazione di un antico palestinese, di nome Gesù, il Cristo, morto, sepolto, e nella storia arrivata fino a noi, risorto dopo tre giorni.
Almeno 65 mila altri palestinesi meno noti, morti in questi mesi di barbarie, altri Cristi, che siamo sicuri non risorgeranno. E poi ci sono Cristi che muoiono quotidianamente in medio oriente, per mano di eserciti “democratici”, nell’ Ucraina, in Libano, già oggetto entrambe dell’impegno sanitario di GSI Italia, nel 24 e poi nel 25 e nel 26, fino a oggi. Ucraina scomparsa quasi dai radar televisivi, dove non sono mai arrivati gli echi delle odierne 56 guerre regionali, come il Kivu congolese, il Pakistan, che insieme rendono ragione a papa Francesco nell’affermare che siamo nel pieno della terza guerra mondiale a pezzetti.
Vi confido la profonda tristezza dei tanti, che in queste aree di conflitto e di morte, si sono dati impegno di essere laici costruttori di pace. I tanti, ai quali anche gli operatori di GSI Italia appartengono, presenti sugli scenari di sofferenza, di morte e di devastazione, che proseguono nell’impegno di solidarietà, anche se il venerdì non lascia spazio a una agognata Domenica di resurrezione, di gioia, di una pace riconquistata.
Non sarà Pasqua in Palestina, non lo sarà in Israele, in Iran e nei Paesi del Golfo, in Ucraina e nelle decine e decine di regioni, in Africa come in Asia e in America del sud, dove Cristi continuano a morire e Marie, con loro, muoiono dentro. Noi non siamo in grado di dire loro che dopo il venerdì verrà anche la Domenica.
Uomini di poca fede, che ostinatamente credono però che una Campagna Sanitaria per la Palestina, è un impegno che va onorato, per soccorrere coloro che restano, in un Venerdì Santo che non lascia spazio alla Domenica.

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