Il caso Pizzaballa scuote la politica: al centro libertà religiosa e aiuti umanitari

L’increscioso episodio di divieto da parte dei soldati dell’esercito israeliano a Mons. Pizzaballa di accedere alla chiesa del Santo sepolcro, ha scosso la politica italiana e ha preteso prese di posizioni chiare dal governo israeliano, oggetto ripetutamente in passato di dichiarazioni di critica e rimostranze da parte del Patriarca latino di Gerusalemme.

La pronta presa di posizione del governo e della Presidenza di Israele, in un  maldestro tentativo di recupero sulle rimostranze internazionali di alcuni governi europei, pone la questione del diritto di esercizio dei riti, legati alle confessioni religiose e anche del diritto della Chiesa ad esercitare la sua azione caritatevole nei confronti della popolazione palestinese.

Ed è in riferimento a quest’ultimo diritto che la rete Forum Sad con la campagna “Per Gaza una Rete che Cura” è al fianco di Mons. Pizzaballa. A lui GSI Italia esprime la vicinanza e conferma il suo rinnovato impegno al sostegno della sua opera pastorale nel campo della sanità per la popolazione palestinese, con la “campagna sanitaria per la Palestina”. 

foto Ansa

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