CRESCE L’ATTENZIONE PER MOHAMMED, IL NEONATO PALESTINESE

Numerose, dal momento della nostra comunicazione social iniziale, le email giunte a GSI Italia, con richieste d’ informazioni sulle condizioni del neonato, sopravvissuto alla madre uccisa mentre lo allattava. La lacerazione del braccio sinistro e l’amputazione di un piedino, hanno molto colpito la sensibilità popolare, soprattutto delle donne. Offerte di aiuto economico, richieste di essere tenute informate, disponibilità “per ogni cosa”, sono le voci di lettrici dei nostri post che riguardano il piccolo. Ieri sera, 9 luglio i colleghi sanitari, che per la Campagna di GSI Italia, coordinano il lavoro di formazione e di consulenza specialistica con il Nasser Hospital di Khan Yunis, l’ospedale in cui il piccolo è stato ricoverato e operato, hanno chiesto ai colleghi palestinesi un aggiornamento clinico sulle condizioni del neonato. Intanto GSI Italia è da qualche giorno in contatto con il consolato italiano a Gerusalemme, in preparazione di un eventuale espatrio sanitario del piccolo in Italia, a spese della nostra Associazione. Attendiamo la pubblicazione del prossimo bollettino medico del team che sta seguendo Mohammed, previsto per la prossima settimana, per avviare o meno le procedure di richiesta all’OMS, istituzione che in accordo con la sanità palestinese può disporre l’espatrio e l’affido sanitario alla sanità italiana. Le condizioni di Mohammed, ci assicurano i colleghi del Nasser, sono comunque stazionarie, sono evidenti condizioni di sofferenza per dolore ma nessun pericolo immediato per la sua vita. Vi terremo informati.

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