A ISRAELE L’APPETITO VIEN MANGIANDO

Per il lavoro a Gaza, prima tappa della Grande Israele dono personale di Javé al popolo prediletto, ha provveduto con serietà e misura l’esercito. In Cisgiordania ci hanno pensato invece i coloni, brava gente che “è tutto mio, me l’ha promesso Dio”. In Libano si sono divisi invece i compiti: pioggia di  fosforo bianco i soldati e espropri proletari i coloni. Ma i coloni hanno imparato che se la passi liscia una volta, anche la seconda è possibile. E così questi cultori della storia antica e del “quel che è tuo è mio e.. statti zitto che se no ce le prendi”, si sono ricordati che anche una parte della Siria nella narrazione biblica era terra del popolo ebraico. E allora, con l’aiuto dell’esercito, che, ligio al diritto internazionale ammonisce da una parte: “state buoni, non si fa, state esagerando..” dall’altra rassicura, “fate che io non vedo”. E così, non ci si crede, da un paio di mesi abbiamo ancora nuovi insediamenti (leggi occupazioni), nella Siria, già di Assad il sanguinario. Giordania, Iraq ed Egitto stessero in campana. E’ arrivato il tempo, cari lettori, che ci mettiamo a studiare la Bibbia, non vorrei che, impreparati, ci troviamo inclusi nella Terra Promessa senza saperlo.

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