Nell'ospedale italiano che a Misurata salva i libici feriti nella guerra all'Isis mancano gli antibiotici

 Ci è giunta, tramite l'amico prof.Roberto Faccani appena reduce da una missione locale, una richiesta urgente di antibiotici dall’ospedale italiano di Misurata in Libia, un Paese in cui la lotta cruenta tra fazioni in lotta per il dominio del territorio non concede ancora spazio alla speranza di una pace concordata.

Feriti e amputati, vittime spesso giovanissime della guerra fratricida, attendono il nostro aiuto. Chi può sostenere il nostro impegno a favore di Misurata, si metta in contatto con Marta De Santis, telefonicamente (0743.49987) o email (martadesantis@gsitalia.org), segnalando quantità e luogo per il ritiro dei prodotti.

Dal 18 settembre i medici italiani sono arrivati a Misurata, la città di Libia impegnata in prima linea a Sirte contro i terroristi dell'Is. L'ospedale italiano già oggi garantisce la chirurgia generale e vascolare, quella ortopedica e maxillo-facciale, la neuro-chirurgia e quella plastico-ricostruttiva. "E' un aiuto di grandissima qualità, che sta migliorando giorno per giorno, c'è un'armonia completa fra medici libici e italiani" dice Khalid Abufalgha, il coordinatore medico misuratino che parla italiano.

"La ferita da guerra per definizione è sporca, e per definizione va trattata da subito come una "ferita sporca": dobbiamo fermare e prevenire le infezioni, dobbiamo disinfettare bene e di continuo le ferite, somministrare subito gli antibiotici, e anche quando il paziente viene assegnato alle retrovie quella è la complicazione peggiore: magari li salviamo per le ferite, ma li perdiamo per le infezioni che finiscono facilmente fuori controllo. Il problema al momento sono appunto gli antibiotici di cui siamo assolutamente e urgentemente bisognosi”

 

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