GSI Lombardia

GSI Lombardia nasce nel 2005, per volontà di un gruppo di persone che, dopo aver collaborato per alcuni anni con GSI Italia, decide di darsi una struttura propria ed autonoma.

Il Togo catalizza in questo momento la gran parte dell’impegno ed il grosso delle risorse che GSI Lombardia è capace di mettere in campo, senza disperdere le energie. Anni di contatti personali hanno permesso agli aderenti di sviluppare una rete di rapporti, umani ed istituzionali, che funge da garanzia di efficacia e di continuità progettuale.
Primi interlocutori sul territorio sono stati i missionari comboniani italiani, presenti in Togo dagli anni ’60 per favorire la nascita di una chiesa locale.
I missionari hanno in seguito lasciato alla chiesa locale il governo delle parrocchie e delle numerose scuole annesse alla struttura ecclesiale.
Nostro interlocutore privilegiato sono così divenute in un primo tempo le parrocchie, poi gli uomini e le donne con un livello di istruzione tale da poter cominciare a pensare di gestire il loro paese in senso moderno e solidale insieme: la grande utopia che affrancherà l’Africa.
GSI Lombardia è presente in Togo in vari modi.
Sosteniamo l’assistenza sanitaria di base, in un paese che riesce a destinare solo le briciole alla salute dei suoi abitanti; lo abbiamo fatto sostenendo la nascita di un dispensario nel villaggio di AKODOME, e continua a farlo con periodiche forniture di farmaci e materiale sanitario.
Sostiene inoltre la scuola locale, scelta strategica fondamentale per lo sviluppo di un paese.
Parallelamente, con il programma di adozioni a distanza, abbiamo permesso a decine di bambini di frequentare le scuole primarie e secondarie; inoltre abbiamo destinato gran parte delle nostre risorse ai lavori di manutenzione straordinaria delle scuole primarie di KOUVE’.
Ancora molto ci si propone di fare per migliorare le strutture delle scuole e rendere così possibile l’attuazione dei progetti didattici.
GSI Lombardia ha inoltre sostenuto la nascita ad AFAGNAN-GBLETA, della casa parrocchiale, proprio nella speranza che una simile struttura possa divenire un centro di formazione di anime ed intelligenze critiche utili allo sviluppo del paese.
Il grosso salto di qualità è rappresentato dal progetto “Sviluppo socio-educativo delle regioni del sud-est del Togo”, che si prefigge di investire totalmente sulla capacità locale di gestire una concreta possibilità di sviluppo.
Premessa dell’iniziativa è lo sviluppo di una azione tesa a contrastare la diffusione dell’AIDS tra le nuove generazioni e la proposta di uno stile di vita responsabile e teso al migliore sviluppo autocentrato.
Seguirà la nascita ed il sostegno di attività economiche ambientalmente compatibili.
Il Togo è in generale un paese in grande difficoltà.
Bassa la capacità di spese del governo nei servizi sociali, soprattutto da quando, nel 1993, l’U.E. ha bloccato l’erogazione di aiuti, in protesta dell’ex-presidente Gnassingbe Eyadema, che ha governato il Togo per 37 anni. Alla sua morte il figlio ha preso la guida del governo ma i problemi e il modo di affrontarli sono sempre gli stessi. Il reddito annuo pro capite è di circa 330 dollari, ancora minore che negli anni novanta. Il 30% della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno. L’aspettativa di vita in Togo è di 44 anni. Il problema sociale più grave è il virus dell’HIV-AIDS, secondo le statistiche governative il 6% degli abitanti pari a 5.000.000 di persone sono sieropositive. Il Togo è il terzo paese dell’Africa dell’Ovest con il più alto tasso di siero positività. La malaria inoltre è l’altro grave problema che affligge la popolazione del Togo. Annualmente si registrano 345.000 casi di malaria, la maggior parte di questi sono bambini al di sotto dei 5 anni di età. Semplici precauzioni come dormire sotto una tenda, ridurrebbero di molto il contagio. La povertà del paese e le sanzioni europee hanno ridotto notevolmente la spesa governativa per la sanità. Secondo quanto riportato dalla Banca Mondiale, il governo spende 9 dollari l’anno pro capite per cure mediche, contro i 19 dollari del vicino Ghana e i 12 del Benin. Di conseguenza solo il 30% dei bambini è immune da malattie. In media ogni donna in Togo ha più di 5 bambini. Il 43,9% della popolazione ha meno di 15 anni, e l’età media è solo di 17,6 anni. La mortalità infantile è molto elevata: circa 150 bambini su 1000 sotto i 5 anni. In Togo l’educazione scolastica è tuttora limitata e inadeguata, anche se la situazione va lentamente migliorando, infatti nel 1993 solo il 30% dei bambini frequentava la scuola contro il 76% di oggi, anche se il gap tra maschi e femmine è grande: 80% contro il 63%. Circa la metà delle donne in Togo non ha educazione. Le classi scolastiche sono formate da 50 e a volte 100 alunni e ciò ostacola sicuramente l’apprendimento.

KOUVE’, il villaggio in cui GSI Lombardia è impegnata. E’ situato a circa 72 Km dalla capitale Lomè e conta circa 40.000 abitanti. Muovendosi verso il villaggio dalla capitale, con pretese socio urbanistiche occidentali, si percorrono i primi 50 km di strada carrabile, più o meno dissestata, dopodiché è la savana, spettacolare e grandiosa. Scomoda e polverosa ma affascinante è l’esperienza di percorrere queste piste dove si avvicendano a perdita d’occhio arbusti e coltivazioni, yroko, eucalipti e baobab, teck, alberi da frutto e fiori lussureggianti. Questo villaggio rurale, a parte qualche costruzione in mattoni, è un insieme povero e variegato di abitazioni precarie, capanne, pollai, cappelle e feticci, emblemi della religiosità locale primitiva. I suoi abitanti restano tutt’oggi fondamentalmente dei coltivatori (mais, fagioli, cotone, palme….), anche se con il passare del tempo si è sviluppato l’artigianato e con esso il commercio (vasellame, stoffe), spesso di scambio. Un grosso problema è rappresentato dalla carenza di energia elettrica ma soprattutto dalla carenza di acqua.
Quanto a quest’ultima si è sempre fatto utilizzo di quella piovana raccolta in cisterne. Spesso una gran parte degli abitanti del villaggio cerca un approvvigionamento a distanza, e talvolta sono necessarie alcune ore di cammino per arrivare ai pozzi. Da circa tre anni è stato costituito un acquedotto, ma purtroppo è privato e non tutti si possono concedere l’acquisto del prezioso liquido. Accanto a tali problematiche, gli abitanti di Kouvè si ritrovano inoltre a dover combattere quotidianamente con le conseguenze dell’AIDS e delle numerose malattie da malnutrizione. Le risorse provenienti dalle adozioni a distanza promosse da GSI Lombardia sono dunque necessarie a curare tutto questo mare di bisogni, cibo e medicinali per i familiari oltre che spese di scolarizzazione per i bambini.
Le scuole presenti nel villaggio sono la scuola materna, gestita dalle Suore della Divina Provvidenza e la scuola parrocchiale “Bettani” con la primaria, il ginnasio e il liceo. Entrambe le realtà hanno beneficiato e beneficiano del sostegno di GSI Lombardia.

news

Sostegno a distanza

11-02-2010

Scrivi a info@gsitalia.org per i programmi di sostegno a distanza in Congo ed Haiti.

Concorso di cortometraggio

16-02-2010

Scarica il bando dal sito o scrivi a info@gsitalia.org per richiederlo. Disponibili in italiano, inglese e francese.

Convegno Immigrazione e Salute

30-04-2010

ore 15.00 Palazzo Donini, Corso Vannucci 96 - Perugia

Convegno Immigrazione e Salute

30-04-2010

ore 15.00 Palazzo Donini, Corso Vannucci 96 - Perugia

Convegno Immigrazione e Salute

30-04-2010

ore 15.00 Palazzo Donini, Corso Vannucci 96 - Perugia