Il Commercio Equo tra profezia e denuncia
Un altro mondo è possibile recita il fortunato slogan del popolo pacifista e antiglob e la giustizia ne è il riferimento valoriale più rappresentativo. Prezzo giusto, equità, economia solidale, ambiente sostenibile, diritti e salute, autodeterminazione dei popoli e fecondità delle diversità, sono le parole chiave e il patrimonio ideale e condiviso da produttori, promotori e consumatori (consapevoli e responsabili) dei prodotti del Commercio Equo e Solidale.Una forma di commercio questa che vuole essere una profezia,una denuncia cioè, diretta ad una società disattenta e altrimenti occupata, sull’ingiustizia del sistema economico e commerciale mondiale. Il Commercio Equo non sovvertirà il sistema, non ne ha l’obiettivo e la capacità ma, con determinazione, pazienza e perseveranza lo sta contaminando, insinuando nella coscienza dei consumatori il dovere di consapevolezza e di responsabilità. Un primo passo, ne siamo convinti, verso un nuovo mondo possibile. Sempre più giovani, istituzioni, imprese commerciali, privati cittadini, in Italia, come nel resto dell’Europa, hanno raccolto la sfida di essere moderni profeti e costruttori di speranza.
Dove siamo arrivati? Siamo arrivati ad un mondo ingiusto, nel quale l’economia è diventata la nuova teologia, la natura ha la febbre, la produzione dei beni e i commerci sono fine a se stessi e non strumento per migliorare le condizioni dell’uomo. Siamo arrivati ad una società disattenta e preoccupata di confermare a se stessa la condizione di privilegio a scapito della sopravvivenza di una fetta sempre più consistente di uomini, nati nella parte sbagliata del pianeta.
E il Commercio Equo? Il Commercio Equo nel mondo della globalizzazione delle economie e delle coscienze, rappresenta la profezia, la denuncia cioè di un sistema senza anima e responsabilità sociale, ma è anche una scommessa di solidarietà che colora di speranza il futuro del mondo.