Formare al turismo sostenibile e responsabile

Se per caso un abitante di un altro pianeta dovesse capitare sulla terra e ritornato a casa gli venisse chiesto come vivono e cosa fanno gli umani e quali siano le loro attività più significative, il nostro occasionale ospite riferirebbe che sulla terra spendono le loro maggiori energie e risorse soprattutto per due attività: viaggiare e per costruire armi, queste ultime usate per uccidersi l’un l’altro. Sorvoliamo su questa seconda attività umana, antica e sempre più praticata, che unisce senza soluzione di continuo il fare dell’uomo troglodita e di quello “sapiens” del xx secolo. Volgiamo il nostro interesse sul viaggiare, una attività che coinvolge circa 800 milioni di persone all’anno e che rappresenta l’equivalente di oltre il 10% dell’intero PIL mondiale. Certamente mai come oggi, grazie alle nuove tecnologie, l’uomo si muove attraverso i continenti, sul mare, sulla terra e nei cieli, in una affannata e sempre più frenetica ricerca di sensazioni e di conoscenza, di evasione e di piaceri. L’all inclusive, il low cost, il last minute, la fanno sempre di più da padrone, il “turista per caso” consuma più o meno appagato il suo pacchetto preconfezionato, senza chiedersi cosa ci sia oltre il muro di cinta del villaggio turistico, schivando ogni contatto con l’ ”indigeno”, perdendo così con questo la opportunità dell’incontro e del confronto, della contaminazione e, magari, di una possibile e augurabile fecondazione culturale. Questo perché generalmente chi si muove per diletto e turismo è appunto un “turista” e non un “viaggiatore”, quest’ultimo, sì, generalmente curioso e desideroso del contatto diretto, anche fisico con la realtà visitata e di cui si sente ospite e per ciò attento e premuroso di ascolto e di rispetto. Il viaggiatore responsabile è generalmente forte e consapevole della sua propria identità ed è questa consapevolezza che lo spinge a cercare altre identità, perché sa che nell’incontro c’è l’opportunità di una“relazione”. La globalizzazione dai tratti spesso allarmanti, totalizzata da una teologia della economia che lascia poco spazio di sopravvivenza per i poveri della terra e alla stessa autoreferenzialità dei cittadini del pianeta, sta sempre di più suscitando perplessità e atteggiamenti diffusi critici quanto non di aperta ostilità, nel sud come nel nord del mondo. Ed è proprio in questo humus antiglobal che nasce accanto al viaggiatore di consumo, turista per caso, un nuovo viaggiatore, critico, informato, consapevole e così come è invalso oramai definirlo “responsabile”. GSI Italia è socio di AITR, l’associazione italiana per il turismo responsabile. E’ promotore della costruzione di un villaggio turistico responsabile in Yucatan, gestito dal partner locale, El Hombre Sobre la Tierra. Ha curato con la Regione dell’Umbria e del Ministero degli Esteri Italiano la mappatura delle attività esistenti e il trasferimento di conoscenze sul turismo sostenibile italiano in Romania. Ha ospitato nella sua sede, negli anni 2005 e 2006, un dottorato di ricerca dell’Università di Perugia sul turismo sostenibile, curandone lo studio e la pubblicazione della ricerca finale.
 
 
DOTTORATO DI RICERCA IN TURISMO SOSTENIBILE
 
TURISMO SOLIDALE IN YUCATAN

news

Sostegno a distanza

11-02-2010

Scrivi a info@gsitalia.org per i programmi di sostegno a distanza in Congo ed Haiti.

Concorso di cortometraggio

16-02-2010

Scarica il bando dal sito o scrivi a info@gsitalia.org per richiederlo. Disponibili in italiano, inglese e francese.

Convegno Immigrazione e Salute

30-04-2010

ore 15.00 Palazzo Donini, Corso Vannucci 96 - Perugia

Convegno Immigrazione e Salute

30-04-2010

ore 15.00 Palazzo Donini, Corso Vannucci 96 - Perugia

Convegno Immigrazione e Salute

30-04-2010

ore 15.00 Palazzo Donini, Corso Vannucci 96 - Perugia